Gesù Cristo, il supremo profeta

un altro ottimo motivo per il quale Gesù doveva venire nel mondo col suo Natale

Traduzione di Manuel Morelli dell’articolo:
Crossway Bibles, ed. ESV: Study Bible: English Standard Version. ESV text ed. Wheaton, Ill: Crossway Bibles, 2007, p. 2769


Gesù Cristo adempie perfettamente i ruoli dell’Antico Testamento di profeta, sacerdote e re. 

Questi uffici (o ruoli) nell’Antico Testamento rivelano aspetti della parola di Dio (profeta), della sua presenza (sacerdote) e del suo potere (Re). L’unzione e l’equipaggiamento di potenza dello Spirito Santo e il favore di Dio erano essenziali affinchè questi ministeri potessero rappresentare Dio stesso. I profeti, sacerdoti e re dell’Antico Testamento preannunciano il Cristo, sono simboli-immagini-tipologie del Messia che un giorno sarebbe stato manifestato definitivamente come Figlio di Dio e Parola di Dio, permettendo l’accesso alla presenza di Dio e inaugurando il Regno di Dio.

 

Il ministero profetico di Gesù Cristo

Un autentico profeta di Dio proclama la parola di Dio alla gente. Dio aveva promesso a Mosé che egli stesso avrebbe suscitato un profeta messianico che avrebbe parlato con autorità per Lui: “18 io susciterò per loro un profeta come te di mezzo ai loro fratelli e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto ciò che io gli comanderò. 19 E avverrà che se qualcuno non ascolterà le mie parole che egli dice in mio nome, io gliene domanderò conto” (Deuteronomio 18:18-19). Le persone che vivevano al tempo di Gesù si aspettavano che il Messia avrebbe adempiuto il ruolo profetico che era stato predetto nell’Antico Testamento. Proprio come l’autore della lettera agli Ebrei ci dice, il ministero profetico di Gesù rappresenta il culmine definitivo, il climax, di tutti quei precedenti profeti di Dio: “1 Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, 2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio” (Ebrei 1:1-2). Gesù equipara le sue proprie parole con le parole autorevoli della scrittura ebraica (Antico Testamento), dimostrando che egli era consapevole che le sue parole erano in effetti le parole di Dio in persona. Gesù riconosceva l’immutabile autorità della Legge mosaica (“Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto” – Matteo 5:18) ed egli diede al suo insegnamento lo stesso peso: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35). Proprio perché le parole di Gesù sono le parole di Dio in persona, esse hanno autorità divina, eterna ed immutabile.

L’autorità profetica di Gesù è infinitamente superiore a quella degli altri profeti poiché Gesù proclama le parole di Dio come Dio, in qualità di Dio in persona. La divina autorità delle sue parole è basata sulla sua identità in qualità di Dio incarnato. Gesù proclama la verità di Dio come colui che è la verità (Giovanni 14:6). La sua parola è la parola superiore e finale.

 

Implicazioni del ruolo profetico di Gesù Cristo

Dal momento che Gesù è il vero e perfetto profeta, lui è la fonte definitiva e assoluta della verità relativa a Dio, noi stessi, il significato della vita, il futuro, il bene il male, salvezza, cielo e inferno. La voce di Gesù nella parola di Dio dovrebbe essere ricercata con bramosia e obbedita senza riserve né ritardi. 

Anche se certamente Gesù adempie perfettamente il ruolo di profeta divino, il piano di Dio include la sua chiesa, la quale lo deve rappresentare e deve continuare a proclamare la verità della parola di Dio al mondo, mantenendo in un certo senso la voce profetica di Gesù. Vediamo questo nelle parole dell’Apostolo Paolo che certamente vedeva il suo stesso ministero da una prospettiva profetica, poiché Dio lo aveva chiamato per parlare in sua rappresentanza: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20).

Tematiche: Teologia biblica

Manuel Morelli

Italiano, romagnolo, sposato con Jania e padre di Rebecca e Rachele. Dopo gli studi conseguiti in ingegneria a Bologna, studia teologia presso IFED Padova con i prof. Bolognesi, De Chirico e Simonnin; presso il London Seminary con i prof. James, Green, Simonnin e Williams e si specializza in ecclesiologia battista presso 9Marks con la chiesa Capitol Hill Baptist Church di Mark Dever, a Washington DC. Oggi è il pastore della chiesa evangelica battista “Solo Cristo” Ravenna – Italy.

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