FEDE IN DIO: dono oppure merito?

i commenti di Don Carson sono traduzione del commentario:
Carson, D. A. The Gospel According to John. Leicester, England : Grand Rapids, Mich: Inter-Varsity Press ; W.B. Eerdmans, 1991.


🚀 FEDE IN DIO:

dono di Dio (grazia)
oppure capacità umana (merito)? 🧐

😯dato che la Scrittura interpreta la Scrittura, consideriamo insieme in maniera sistematica alcuni versetti CHIARI dal Vangelo secondo Giovanni:

📖 (Gv 6:29)
“Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato”
Τοτό στιν τ ργον το θεο να πιστεύητε ες ν πέστειλεν κενος

🤓Don Carson commenta:
“anche la fede che dobbiamo esercitare è frutto dell’attività di Dio”

📖 (Gv 6:44)
“Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira”
οδες δύναται λθεν πρός με ἐὰν μ πατρ πέμψας με λκύσ ατόν, κγ ναστήσω ατν ν τ σχάτ μέρ

🤓Don Carson commenta:
“La combinazione del versetto 37 con il versetto 44 dimostra che questa attività di “attrazione” del Padre non può essere ridotta a quella che i teologi talvolta chiamano “grazia preveniente dispensata a ogni individuo”, perché questa “attrazione” è selettiva, altrimenti la nota negativa del versetto 44 diventa priva di significato. Molti cercano di diluire la forza dell’affermazione facendo riferimento a 12:32, dove ricorre lo stesso verbo per “attrarre” (λκύω): lì Gesù dichiara che attirerà “tutti” a sé. Il contesto mostra però molto chiaramente che 12:32 si riferisce a tutti gli uomini senza distinzione (cioè non solo agli ebrei), non a tutti gli uomini senza eccezione. Tuttavia, nonostante la forte inclinazione predestinazionista, bisogna insistere non meno fortemente sul fatto che Giovanni sottolinea la responsabilità delle persone di venire a Gesù, e può rimproverarle se si rifiutano di farlo”

📖 (Gv 6:65)
“Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre mio”
Διὰ τοῦτο εἴρηκα ὑμῖν ὅτι οὐδεὶςδύναται ἐλθεῖν πρός με ἐὰν μὴ  δεδομένον αὐτῷ ἐκτοῦ πατρός

🤓Don Carson commenta:
“… si riferisce al fenomeno dell’incredulità: Gesù sapeva in anticipo che sarebbe stato rifiutato da molti e, sapendo questo, ha spiegato in precedenza (vv. 37, 44) la necessità dell’iniziativa divina che attira coloro che il Padre dona al Figlio e li rende capaci di credere”

Mille altri ancora sono i riferimenti biblici che potremmo analizzare, confinando la nostra ricerca al piccolo “territorio biblico” del Vangelo secondo Giovanni, i quali valorizzano la Sovranità di Dio nel donare la fede senza però precludere la responsabilità umana di rispondere in fede, abbandonando così l’incredulità verso Cristo per appropriarsi del dono della vita eterna: Giovanni 1:13 ; Giovanni 3:27 ; Giovanni 5:21 ; Giovanni 10:14-8, 24-29 ; Giovanni 15:16 ; …

Se crediamo nel “Sola Grazia” allora crediamo che la salvezza è un dono che viene da Dio al 100%, dall’inizio alla fine, inclusa la fede quale strumento per credere in Cristo, essere attirati da Lui e ricevere la vita eterna👍

Caso in cui crediamo che l’uomo peccatore, anche dopo Genesi 3, sia capace di credere con un presunto libero arbitrio, allora gli attribuiamo la capacità di contribuire alla propria salvezza, attribuendogli merito, e infrangendo così il principio del Sola Grazia👎

Sola Scriptura, Sola Gratia, Sola Fide, Solus Christus, Soli Deo Gloria!

Tematiche: Teologia sistematica

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