Dio il Creatore

(secondo l’Antico Testamento biblico)

Traduzione, elaborazione ed espansione di Manuel Morelli del testo:
Walton, John H., and Andrew E. Hill. Old Testament Today: A Journey from Ancient Context to Contemporary Relevance. Second edition. Grand Rapids, Michigan: Zondervan, 2013, pp. 60-62.


Nel mondo biblico, l’aspetto più importante della creazione è che Dio portò ordine nel disordine. Lui diede ad ogni cosa la sua funzione e il suo ruolo, in accordo con la sua sovrana volontà, secondo il proposito che lui aveva pianificato per il suo mondo. Nella nostra concezione del mondo (cosmo visione), spesso enfatizziamo l’aspetto di “fare-costruire” qualcosa. Il problema con questa concezione è che una volta “fatta” tale cosa, l’attività di creazione è terminata. Ma secondo la prospettiva biblica, l’ordine che Dio creò dal non-ordine deve essere mantenuto giorno dopo giorno, momento dopo momento. Pertanto vediamo che Dio non si scollega dopo l’atto creativo. Lui sostiene il cosmo e mantiene quell’equilibrio che lui ha stabilito inizialmente.

Se da un lato Dio ha fatto il mondo per noi, dall’altro lato lui ha fatto il mondo per se stesso. Lui ha creato il cosmo affinché fosse il suo tempio, e ha creato l’uomo affinché nel giardino dell’Eden lo servisse, anche se non come schiavo. Dal momento in cui il giardino dell’eden era uno spazio sacro, servire Dio nel giardino poteva essere considerata un’attività similare al servizio dei sacerdoti nel tempio: era necessario prendersi cura dello spazio sacro. Infatti, il linguaggio del testo originale ebraico usato in Genesi 2:15 è veramente molto rassomigliante e teologicamente connesso con quello del servizio levitico sacerdotale che troviamo lungo il pentateuco (tabernacolo).

Se il mondo è il tempio di Dio dove lui ha stabilito l’ordine e continuamente mantiene l’equilibrio come un’attività creazionale continua, costante, allora possiamo capire che la concezione biblica di Dio è che lui è l’essere supremo che intenzionalmente e pervasivamente è ingaggiato in ogni aspetto dell’universo. 

Per illustrare le implicazioni di ciò, considera la domanda: “cosa accadrebbe a noi e al mondo se Dio ‘spegnesse l’interruttore’ per un momento?” Alcuni potrebbero pensare che il bene se ne andrebbe via oppure che la natura, l’ecosistema, inizierebbe a funzionare male. Ma se noi seguiamo la logica del pensiero biblico, allora giungeremo alla conclusione che noi ed ogni cosa nel mondo cesserebbe di esistere immediatamente (Colossesi 1:16-17). Sarebbe come staccare brutalmente la spina della televisione: la gente nel monitor non soltanto inizierebbero a muoversi più lentamente, ma il monitor improvvisamente diventerebbe completamente nero e tutto sparirebbe, cesserebbe di esistere.

Tematiche: Teologia biblica

Manuel Morelli

Italiano, romagnolo, sposato con Jania e padre di Rebecca e Rachele. Dopo gli studi conseguiti in ingegneria a Bologna, studia teologia presso IFED Padova con i prof. Bolognesi, De Chirico e Simonnin; presso il London Seminary con i prof. James, Green, Simonnin e Williams e si specializza in ecclesiologia battista presso 9Marks con la chiesa Capitol Hill Baptist Church di Mark Dever, a Washington DC. Oggi è il pastore della chiesa evangelica battista “Solo Cristo” Ravenna – Italy.

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